Cappuccio e Cornetto

Cappuccio e Cornetto

2/17/2012

Età

Tu che hai passato la vita a lottare con aghi della bilancia e fantasmi del passato. Tu che a undici anni hai scoperto che tua mamma non era tua mamma. Che hai cercato la pancia da cui venivi in tutti i modi e non ci sei mai riuscita. Tu che hai partorito due volte, e solo per il fatto di non essere scappata probabilmente ti sei sentita vittoriosa sul tuo passato. Tu che sei andata e ritornata dal cattolicesimo alle sedute spiritiche senza mai perdere la sicurezza delle tue convinzioni. Tu che sei dura, tu che i tuoi giudizi sono tagliati con l’accetta. Tu che brontoli. Tu che ti sei dipinta le sopracciglia per anni, disegnandoti uno sguardo sempre più sorpreso e scettico. Tu che con tuo marito ti sei amata, scontrata, tradita, odiata, incolpata, ma mai lasciata, e che ora lo cerchi di notte e di giorno. Che gli dai uno schiaffo e poi un bacio. Tu che pensi che tuo figlio sia tutto buono e tua figlia tutta cattiva, e che pensi di non aver avuto nessun ruolo nel loro essere così. Tu che hai visto tua figlia massacrarsi in tutti i modi, e tuo figlio partire e tornare da posti lontanissimi. Tu che hai tenuto in casa con te tua nipote tutte le volte che si ammalava, da piccola. Che le hai insegnato a pregare, a mettere il golfino sulle spalle, a scoprire quanto può diventare dura e cattiva una fettina di carne. Che le facevi guardare i cartoni e mangiare la Nutella. Che le avevi regalato la casa di Barbie, e la facevi dormire in una stanza con tutta la collezione de I Gialli Mondadori, con copertine che ancora le fanno venire gli incubi. Tu che recitavi il rosario ma avevi così tanta rabbia dentro che nessuno ti sfidava. Tu che hai viaggiato per il mondo con marito e figli quando viaggiare era ancora un’avventura. Tu che tenevi alla tua bellezza come all’aria che respiravi. Tu che non hai mai lavorato, che volevi diventare dottoressa ma te l’hanno impedito. Tu che ami ancora oggi tuo papà e conservi le sue foto, anche se ti ha rovinato la vita. Tu che pensi che si stava meglio quando si stava peggio, che la guerra ti ha sfiorato ma ti è rimasta dentro. Tu che sembravi un’attrice. Tu che la tua depressione ha seminato dolori irreparabili in chi ti è stato accanto. Tu che ti sei operata mille volte, che il tuo stomaco non digeriva nulla. Tu che giocavi a poker, e che odiavi quella casa enorme in campagna costruita da tuo marito in cui hai vissuto per decenni. Tu che quando a quasi 70 anni sei tornata a vivere in città hai vissuto una seconda giovinezza di cinema, ristoranti e passeggiate. Tu che ad un certo punto hai deciso che bastava così, che la tua testa non avrebbe più lottato. Tu che lentamente sei tornata bambina. Che dormivi tanto, mangiavi i dolcetti e collezionavi peluche. Che quando è nata la tua bisnipote ti sei ingelosita perché toccava le tue cose, ma che hai amato le sue manine. E forse hai riconosciuto quella testardaggine che ti innervosiva, perché è anche tua.  Tu che adesso sei in ospedale, tu che adesso ti fanno tutte le analisi possibili per capire che succede nella tua testa, quando quello che succede è che non funziona più. Tu che vuoi andare a casa, tu che tuo marito quasi centenario salta i pasti e ti dorme accanto. Che i tuoi figli e tua nipote attraversano oceani, prendono aerei e treni e vengono da te. Tu che la tua età è un maglione un po’ infeltrito e molto largo, in cui ti nascondi e ti proteggi. Tu che non so più cosa sperare e per cosa pregare, perché non so neanche immaginare cosa vuoi veramente tu, adesso. Tu che ci sei e non ci sei, che a volte ricordi a volte no. Tu che dicono sia demenza senile, ma forse è solo vita che si trasforma e cerca pace. Tu che sei stata amata e odiata, ma che nessuno ti ha mai abbandonata, dopo tua mamma – ma quell’abbandono lì ti ha scavato dentro. Tu che mi viene da piangere anche se non ti ho mai vista piangere. Tu che comunque sei e sarai sempre tutta questa complessità, queste storie, queste emozioni, questa vita.

6 commenti:

  1. Bellissimo. non aggiungo altro. un abbraccio.

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  2. Stupendo... ho le lacrime agli occhi...

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  3. Questo post è meraviglioso.....veramente. Mi ha colpito talmente tanto che ho deciso di nominarti per il premio che io stessa ho ricevuto oggi....tra qualche giorno (forse domani) lo potrai leggere sul mio blog

    Meriterebbe di essere pubblicato su un libro di poesia....perché per me questa è poesia

    Moonlitgirl

    www.friendonthemoon.blogspot.com

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