Cappuccio e Cornetto

Cappuccio e Cornetto
Visualizzazione post con etichetta sonno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sonno. Mostra tutti i post

1/09/2014

Non facile. Ma.



Ristorante Terredacqua, Roma.

Non è facile. Non è facile rientrare dalle vacanze, rimettere in ordine valigie e pensieri, non è facile rimanere al passo delle crescite velocissime delle Gnome e non è facile tenere i ritmi del lavoro che non ha molto interesse al tuo stato di famiglia.
Non è facile, ma non è per forza brutto. O impossibile. Anzi.
Riaprire la porta di casa e ritrovarla accogliente e ordinata, pronta a subire lo tsunami di giochi vestiti riviste piatti etc. che quotidianamente la riempie. Trovarla non rapinata, che niente non è e che è sempre il mio primo pensiero quando giro la chiave nella toppa dopo un'assenza - visto che c'è già successo due volte e non c'è più niente da rubare ma è comunque un'esperienza brutterrima. Dormire di nuovo nel proprio letto. Vedere la gioia delle Gnome nel riprendersi i propri spazi, e scoprire che la Minignoma ha già capito che questa è casa sua, e sentirsi felici.
Iniziare l'agenda nuova e riempirla di buoni propositi, iniziando da un po' di ordine mentale e fisico.
Sentirsi capaci di affrontare tutto, che è un po' vero e un po' no ma darsi fiducia, almeno.
Vedere la Minignoma gattonare dovunque, soprattutto dove c'è un pericolo, e sentire una minuscola fitta al cuore perché una fase è già finita: ora si muove, indica, si sposta. Cresce, moltissimo.
Vedere la Gnoma ritrovare i suoi amici, giocarci e fare la sbruffona, e sentire un'altra minuscola fitta al cuore perché una fase è già finita: ora ha il suo mondo, sia reale che di fantasia, e decide lei quando aprirlo a me e quando no. Cosa raccontare, come giudicare, da che parte stare. Cresce, moltissimo.
Non è facile superare le notti burrascose perché la Minignoma si sveglia n volte e non capisci perché. E anche se si riaddormenta tu sei comunque il ritratto della tortura da sonno interrotto e potresti confessare qualunque cosa in qualunque lingua. Non è facile metterle insieme a giornate di attività da adulti, ma si fa, per forza. Grazie a caffè e buona volontà e quella segreta certezza che prima o poi torneremo a dormire. Fosse anche tra dieci anni, ma succederà.
Non è facile rientrare alla vigilia della settimana della moda in un'azienda di moda. Tollerare gli scleri, le isterie, le facce tirate e le facce pettegole. Riuscire a fare tutto con l'orario corto, andar via alle 15 senza sentirsi in colpa e senza tirarsi dietro quintalate di lavoro. Non è facile ma se si salta la pausa pranzo, si rinuncia ai saldi e non si scrive sul blog per settimane si può.
Insomma c'è poco, di facile. Ma quello in generale e sempre, direi. Quindi quello che ho deciso, per quest'anno, è di provare almeno di assumermi la difficoltà e di beffarla con un sorriso, digerirla con un buon cappuccino e far finta di niente. Fare tutto quello che posso, e il resto pace. Non è facile, ma chissenefrega. Tutto si può fare. Tutto.





10/17/2012

I risvegli notturni, e la comunicazione digitale

Evidentemente non sono proprio un'espertona di comunicazione on line. Ma l'altro giorno stavo navigando serenamente su Facebook, quando sulla parte delle inserzioni sponsorizzate, in bella vista, mi sono trovata un'angelica faccia di neonato dormiente, con il seguente testo:
Scopri il concorso: momentimagici.com. Il tuo bimbo ti tiene sveglia tutta la notte? Mandaci la foto dei tuoi risvegli notturni!
Ok, cercherò di non essere polemica.
Ma cara la mia Johnson's Baby, ti spiego una cosa: non c'è niente di neanche lontanamente magico nei risvegli notturni. Nelle notti passate a chiedersi quale posizione, quale latitudine, quale tono di voce, quale qualsiasi cosa possa far dormire il pupo, e te. Soprattutto se per parlamene ci metti la foto di un neonato che dorme, specie rara e di cui alcuni dubitano addirittura dell'esistenza. Te lo racconto, se vuoi: se hai un bimbo che non dorme, sei soggetto a personalità schizofrenica, bipolare. Succede così: di giorno sei una vivace, spiritosa, attiva donna-mamma, che gira, fa, vede, parla. Poi, di notte, ti trasformi. In una iena. Perché lo sanno tutti che la privazione del sonno è la tortura più efficace. E quindi tu immaginati la scena, cara la mia azienda tutta coccole e fiocchetti: di notte, ogni paio d'ore, tu devi affrontare il gelo del tuo appartamento per capire perché quell'esserino minuscolo non dorme, ti chiama, ti reclama. Sposti le coperte sacramentando in lingue conosciute e non, mentre tuo marito/compagno cerca di mimetizzarsi nel letto per il terrore di finire vittima della tua ira e del tuo sconforto. Allora tu immaginatela, questa donna pigiamata, dotata di occhiaie da record e di furia primordiale, che ha come unico obiettivo recuperare la posizione orizzontale quanto prima e in qualsiasi modo, anche con pupo attaccato al petto e con piedini conficcati nella pancia. Tu immaginala bene, nei dettagli: i capelli spettinati, il reggiseno da allattamento, la pelle d'oca, il respiro affannoso, gli occhi strizzati per vedere al buio perché non accenderebbe la luce neanche sotto minaccia di una pistola, che metti che poi il pupo si sveglia ancora di più. L'hai immaginata? Ecco, ora tu dimmi: secondo te, in quel momento, questa povera crista ha voglia di tirar fuori la macchina fotografica e fotografare sé nel momento più basso della sua femminilità, o il pupo nel pieno dell'esercizio della sua frignitudine? Magari anche con il flash così poi si fa tutti un bel pigiama party fino all'alba?
Non lo so. Io sono uscita dal tunnel-sonno da poco, e solo il pensiero mi ha quasi offesa. Ma come dicevo, evidentemente non ci capisco un granché, visto che ci sono fior fiore di foto inviate per questo simpatico concorso.
Ah, tra l'altro non è che vinci una fuga in una beauty farm solo per te per un giorno, o un mese di Tata Lucia giorno e notte. Neanche una fornitura di tappi per orecchie o di anti-occhiaie. E no, neanche una Nespresso.
Vinci una macchina fotografica, o 500 euro di buono su Lastminute. Così potrai fare foto ancora più nitide dell'insonnia familiare e del tuo conseguente crollo nervoso, prima della fuga in solitaria di uno dei componenti della famiglia - che con 500 euro un viaggio in due o in tre manco se vai da Milano a Bergamo. Per dire.
Ma evidentemente, io non ci capisco un granché.

7/24/2012

Sonno.

Succede, che in un martedì di fine luglio ti si aprono gli occhi alle cinque e mezzo e non ti si chiudono più. Che ti maledici, perché dopo mesi e mesi di risvegli gnomici ora come non mai sai apprezzare la meraviglia di notti di sonno. Ma niente, la luce filtra dalle tapparelle, dalla strada si sentono i rumori delle macchine, dal tuo cervello emergono indisturbati e ben svegli pensieri di cose da fare, scadenze, impegni, desideri e propositi. Provi ad andare sul divano, a sistemare il lenzuolino della Gnoma, a contare le pecore e a concentrarti sul tuo respiro come anni di yoga adolescenziale ti hanno insegnato ma lo capisci subito che non va.
E quindi aspetto che arrivino le 7, che la sveglia suoni, che i baci del buongiorno arrivino e il caffè accarezzi i neuroni con il suo profumo. Dalla radio canzoncine estive rallegrano l'umore (vedi sotto), ti vesti, prepari la Gnoma, esci. Tieni duro e assumi un aspetto dignitoso, arrivi in ufficio, sistemi le prime cose da fare, ti prendi un cappuccino e dopo un po' anche un decaffeinato. Ma niente. Piano piano passano le ore e ti senti la faccia che ti si crepa, i pensieri che si afflosciano come un soufflé venuto male, l'energia che fa le valigie e trasloca altrove.
Quindi, calcolando che non è neanche mezzogiorno, la domanda è: come fare? Come superare il pranzo e il pomeriggio e rantolare a casa mantenendo un minimo di dignità fino all'ora in cui sverrò sul letto?? Consigli sono bene accetti, anche sberlette e bevande energizzanti se necessario.

E' che arrivo sempre a fine luglio consumando i gomiti, strisciando e scavando per tirare fuori le forze residue, il rush finale prima di 3 settimane di meravigliosa, agognata, meritata decompressione - quindi basta una sveglia come quella di oggi a far vacillare il mio equilibrio.
Per fortuna in ufficio sono tutti impegnati a puntare dita gli uni contro gli altri, che non si accorgono del mio stato catatonico. Son fortune.


mi rimane in testa. almeno se canticchio sto sveglia!
© 2011 - 2012 - 2013 - 2014 Cappuccio e Cornetto. Design and development by La Designerie.