Cappuccio e Cornetto

Cappuccio e Cornetto
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9/10/2015

Il venerdì utile: cose belle per pance belle


Premessa fondamentale: due figlie sono il massimo impegno che io e Lui siamo in grado di affrontare, emotivamente, fisicamente, psichicamente, economicamente, ecc. ecc.

Ammiro incondizionatamente le famiglie numerose, ma no, il tris non fa per noi. 
Detto questo, mi capita spesso di ripensare alle mie due pance abitate. All'emozione del test - ricordo le date precise di entrambi- e alle millemila domande e paranoie delle prime settimane.
Quando ero incinta di Gnoma, nel 2009, la tecnologia mammica era nettamente diversa da quella di oggi. Ma già allora amavo spulciare il web e appoggiarmi a siti e forum per il calcolo delle settimane, del mio peso e di quello dell'abitante della pancia, dei progressi, delle cose da fare: insomma, quando sei al primo giro hai l'impressione di entrare in un mondo parallelo, sconosciuto e immenso.
Avevo all'epoca un cellulare "normale", non la meravigliosa appendice con la mela morsicata senza la quale adesso sarei una donna nel delirio. Non avevo app al mio servizio ma, se le avessi avute, sono sicura che sarebbero diventate le mie migliori amiche già allora.
Per cui, se per caso avete iniziato ora la vostra avventura mammesca o state vivendo quello tsunami fisico, emotivo ed ormonale che gli sprovveduti chiamano semplicemente gravidanza, ma anche solo se avete aperto più o meno consapevolmente i  lavori, allora vi do un consiglio: scaricate l’App Diventare Mamma. Non vi preoccupate, non è una di quelle app splatter in cui vi sembra di essere perennemente sul lettino del ginecologo. Non ha neanche quel sapore da rubrica della posta del cuore tutta smelensa tipo viva le mamme, il mestiere più bello del mondo, sarà tutto bellissimo e splendidissimo ecc. ecc.
È un compendio di consigli e strumenti che ti permettono di avere info semplici e sintetiche su alimentazione, attività fisica, cose da fare e (irrinunciabile) tutte le evoluzioni magiche che avvengono dentro di te settimana dopo settimana.
O nel caso i lavori siano in corso, un calcolatore basato sul tuo ciclo per i giorni più "utili" (anche se, come dire, la parte divertente si può ripetere serenamente anche nei giorni inutili, che tanto fa sempre bene!).
Ci sono anche delle funzioni per creare cartoline e messaggi condivisibili via sms, mail o social. Questa funzione usatela però solo se non avete appena svegliato vostro marito per un involtino primavera alle 3 del mattino o se non avete appena pianto con i singhiozzi in ufficio perché è finito il caffè. Amici e parenti potrebbero non cogliere l'ironia, abbiate pazienza!
C'è poi la possibilità di creare un video con le immagini dell'evoluzione panzica. Ecco, non scartatelo. Anche se siete timide, insicure, o vi vedete gonfie e sfatte, fatelo. Non so se la pancia vi mancherà, poi, ma vi posso giurare che andrete a riguardarvi quelle immagini e quei video. Anche solo per essere sicure che quell'essere alto, chiacchierone, testardo, bellissimo ed esilarante che tra qualche anno vi ritroverete davanti sia davvero stato lì dentro  prima. (E se posso dire, quelle immagini lì condividetele, ma non troppo. Sono un tesoro prezioso, intimo, il cui valore infinito va protetto e custodito con cura dalle uniche persone che possono dargli il valore enorme che merita).

Insomma, il mio consiglio principale dal momento in cui il test positivo si affaccia nella vostra vita e fino a quando i vostri pargoli non saranno ultra ventenni è sempre questo: fatevi aiutare!
Cominciando anche da una app, certo: che sia come questa però, utile ma anche un po' ironica, che a prenderci sul serio siamo bravissime da sole e in certi momenti una risata sarà l'unica arma per sentirvi in salvo.
Sotto una carrellata delle funzioni che io avrei usato in continuazione, e i link per scaricare la App.

Dedico questo post alla mia amica panzuta da poco e sono troppo felice per lei, che sarà una mamma eccezionale. Brava, divertente e con outfit sempre coordinati! 






*Post realizzato in collaborazione con Nestlé Materna


LINK UTILI:

Download diretto Ios
bit.ly/Nestlè-App-Ios-MKT

Download diretto Android




Io e la mia amatissima Panza, versione due




Questa funzione la potrei usare sempre, anche senza Panza!




4/23/2013

Ma quanto manca?


Una delle cose buffe di questa seconda gravidanza è stata la sua dimensione social-virtuale.
Quando sono rimasta incinta della Gnoma ho troncato qualsiasi espressione digitale di netto, fino a mesi dopo il parto. Un po' (molto) per scaramanzia, un po' (poco) per questioni di tempo, priorità, organizzazioni varie.
Invece stavolta è stato diverso. Ho aspettato le prime, delicate settimane che mi hanno vista anche allettata e dotata di poco simpatica dote di progesterone, e poi ho fatto outing. Qui, e su twitter. Mi si è aperto un mondo: soprattutto un mondo di colleghe di pancia, con cui condividere il cammino, lento e veloce insieme, di Panze in crescita, insieme a chili, doloretti, pensieri e emozioni varie. Penso a MammaJewel di Baby a Bordo, che proprio ieri ha regalato alla sua famiglia e al mondo la piccola Greta. Penso a Ricomincio da Quattro e a Virginia di Allegribriganti.it, insonni come me. E penso a quel mondo meraviglioso che è  Nina Cerca, che per lei questo viaggio è ancora più speciale e intenso. E' buffo: sul mio profilo Facebook non ho mai menzionato, né direttamente né indirettamente, la gravidanza. Le persone che ti conoscono a volte fanno più paura: colleghe o conoscenti che hai incautamente tra i tuoi contatti, le cui energie negative spaventano più dell'ignoto.
E' stato bello avere questo canale di sfogo, in cui potersi aprire anche nei momenti più in salita. E' liberatorio, e incredibilmente utile. Come un caffè al bar con le amiche storiche, anche se il caffè ognuna se lo beve a casa sua. E sarebbe bello riuscire davvero ad incontrarsi tutte, prima o poi, al MammaCheBlog o in qualche parte del mondo abbastanza grande da accogliere Panze, ExPanze, carrozzine, bimbi grandi e cuori grandissimi.
Ed è stato bellissimo ieri sapere della nascita di Greta. Eravamo in tante, lì, a fare il tifo. Adesso sembra più vicino anche l'arrivo di MiniGnoma. Che qui non si vede l'ora, anche se siamo alla 37esima settimana e ancora ne mancano, di giorni. Ho voglia di vedere lei, di togliermi dal cervello il punto interrogativo di come andrà il parto e di come riusciremo ad organizzarci con la Gnoma quando inizieranno le contrazioni, voglia di sentirla e respirarla e amarla fuori da me, voglia di vedere queste due sorelle insieme, faccia a faccia, cuore a cuore. Voglia di non aver più paranoie su movimenti, gonfiori, acidità e sintomi vari, che le ultime settimane sono un tripudio neuronale di scenari catastrofici, soprattutto durante le interminabili notti in cui mi giro e rigiro come un criceto (un criceto molto grosso per altro) in gabbia.
E lo so che 3 settimane sono poche. E che poi sarò stancherrima. E che mi serve questo periodo per riposarmi, e magari anche per andare dal parrucchiere che ho un festival di capelli bianchi in testa. Ma la gravidanza è un viaggio lungo, molto lungo. E come in tutti i viaggi lunghi, alla fine l'unica cosa che ti risuona in testa è questa: "ma quanto manca????".


11/09/2012

Tredicesima Settimana


Bene, ora che ho fatto outing sia qui che in ufficio, posso finalmente perdermi e sdilinquirmi in dettagli che parranno noiosissimi a chiunque non ha affrontato le quarantasettimane aka gravidanza aka stato interessante aka la via per trasformarsi da donna a balenottera spiaggiata in attesa.
L’inizio è stato difficile: delle perdite ci hanno fatto spaventare, molto , mi hanno costretta a casa per un paio di settimane e a procedere con dei piedi di piombo che tra un po’ manco ci credevo più neanche io. Però è passata, per fortuna e per miracolo, e piano piano i giorni sono passati. Abbiamo fatto, come per la Gnoma, la villocentesi, e arrivati i primi risultati e passati i primi tre mesi, vero giro di boa nella vita di una panzona, ho cominciato a rilassarmi (ma solo un pochino perché i miei ormoni sono gestiti da Ansia e Paranoia, terribile duo di cui magari parlerò un’altra volta).
A differenza dei primi tre mesi di Gnoma In the Panz, stavolta sono stata accompagnata da una simpatica sinfonia di nausee soprattutto serali, che stanno lentamente sbaraccando, si spera. Proprio come con la Gnoma, invece, la mia autonomia di donna-mamma-moglie-essere umano senziente termina al massimo verso le 21.30, ora in cui stramazzo a letto in uno stato comatoso molto poco romantico. Meno male che la Gnoma si addormenta prima – posso ancora mantenere uno straccio di dignità genitoriale!
Ed esattamente come con la Gnoma, sono curiosa, impaziente, emozionata, impaurita, protettiva, orgogliosa. Un mix incontrollabile di ondate emotive e razionali che per fortuna avendo la Gnoma già con noi vengono arginate da una vita quotidiana abbastanza piena da non lasciar troppi spazi a voli pindarici verso l’alto o verso il basso.
Ora sono qui, presa da duemila attività di vario genere, lavorative familiari logistiche, nell’immediato soprattutto dall’organizzazione del compleanno gnomico, che tre anni, signore e signori, sono una gran bella età e meritano una gran bella torta.
Ma mi capita di ritrovarmi, con lo sguardo perso a mo’ di triglia, e un sorriso fisso sulla faccia, pensando a quando io e C. in cucina abbiamo detto alla Gnoma che arriverà una sorellina: la sua emozione, i suoi sorrisi, i suoi propositi di prestarle le sue cose da “piccola”. Uno dei momenti più belli e preziosi della mia vita, della nostra vita. Uno di quei momenti che non puoi neanche raccontare troppo, ma che devi conservare con cura e rispolverare almeno un paio di volte al giorno perché sono proprio quei momenti che danno senso a tutto. A tutto davvero.

11/06/2012

Ed ecco la news. The Big News!

Ho aspettato. Per scaramanzia, per paura, per qualche intoppo iniziale.
Ho aspettato perché le cose belle, quelle belle davvero, quando arrivano spaventano, soprattutto quando sono fuori dal tuo controllo.
Ho aspettato perché ho sempre il timore che a raccontare, ad espormi, poi potrebbe succedere qualcosa di brutto.
Ho aspettato perché l'altra volta avevo taciuto, fino alla fine.

Ma la verità è che questo spazio e chi ci passa vuol dire molto, per me.
La verità è che condividere è bello, aiuta, fa bene, alleggerisce e insegna.
La verità è che le cose così belle possono far nascere speranze, e non solo o non sempre invidie o brutti pensieri.
La verità è che ci sono cose così importanti che a tenerle tutte dentro è un po' tanto, quasi troppo.
La verità è che stavolta quest'avventura la voglio vivere anche qui.

Insomma, la verità è che sì, saremo in 4. La verità è che sì, la mia pancia è abitata, e per la cronaca noi siamo per le quote rosa, ed è femmina. Il fatto che dovrò sorbirmi l'adolescenza di due femmine è un problema che al momento preferisco non affrontare!

Ecco, ora l'ho detto!

11/05/2012

Tempi e attese

Non me ne sono neanche accorta. Mi sembra di aver scritto ieri l'ultimo post e sono passate quasi tre settimane. Me tapina.
Vorrei poter dire che nel frattempo ho fatto qualcosa di fondamentale e importantissimo, ma in realtà no, ho solo sgomitato per arrivare a sera in condizioni dignitose. Ho lavorato, giocato, dormito, mangiato, pensato. E' arrivato il letto grande della Gnoma, che lei sembra così piccola e tenera lì dentro. Ho cominciato a pensare ai festeggiamenti per i tre anni - no dico, tre anni... - gnomici, ho letto, ho affrontato dubbi, paure e qualche incubo. Insomma ho fatto quelle seicentomilamilioni di cose che sembrano niente ma invece ti prendono energie e ti distraggono dai giorni che passano.
Per fortuna è arrivato questo ponte, che mi ha permesso di staccare un po' la spina. Ho ricaricato le pile, mi sono guardata allo specchio e mi sono riconosciuta un po' di più, ho fatto persino il cambio dell'armadio e della scarpiera che se aspettavo un altro po' non c'era più neanche bisogno di farlo.
Ho guardato Cenerentola quelle due/trecento volte, e ho cucinato con voglia: pizza fatta in casa, o un arrosto strepitoso per esempio.
E di base, mi sono messa in attesa. Perché per certe cose bisogna aspettare e pazientare. Avere fiducia e stare sereni. Respirare e non rimuginare. Quindi ecco, anche questo post è un post di attesa. Ancora fino a domani, diciamo.
Io sono impaziente, a dir poco. Vediamo se riesco a incuriosire qualcuno!


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